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Ricetta vegan anch’io! Mejadarra (con foto)

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Ricetta vegan anch’io! Mejadarra (con foto)

O Venerabile Pru e Cuoche Vegane tutte, chiedo l’ammissione nel santuario con questa umile ricetta. Che non è mia, ovviamente, essendo un classico di tutto il Medio Oriente (e una parente prossima del kitcheree indiano) e infatti forse la conoscete già…

Io ho provato a farla per la prima volta ieri, anche perchè sto leggendo un bel libro che consiglio a tutte le mie amiche cuochine: I Giorni del Miele e dello Zenzero, di Annia Ciezadlo. La preparazione richiede un po’ di tempo e di attenzione, ma è molto facile e il risultato veramente ottimo.

MEJADARRA

Ingredienti:
-una grossa tazza (250 gr) di lenticchie. Quelle che volete voi, vanno tutte bene: se volete che rimangano più consistenti sceglietele grandi, se volete che si disfino cuocendo usatele piccole. Il piatto è corretto comunque.
-La stessa quantità di riso a chicco lungo, o di bulghur. Io ho usato il bulghur, che mi sembrava si prestasse meglio, e sono contenta della scelta perchè tenendo meglio la cottura permette di riscaldare il piatto in seguito senza che diventi tutto una pappa.
-Mezzo chilo di cipolle. Io ho usato quelle rosse, ma anche qui qualsiasi cipolla va bene.
-Olio di oliva
-Sale
-un cucchiaino di pepe macinato
-Un cucchiaino di cannella macinata
-Un cucchiaino di cumino tostato e macinato
-Un cucchiaino di coriandolo (semi) tostato e macinato
(Tutte le spezie sono facoltative, quindi potete abbinarle a vostro gusto o anche non metterle affatto. Però ci stanno bene)

Sciacquate bene separatamente il bulghur e le lenticchie. Mettete le lenticchie in una pentola, aggiungete acqua fino a coprirle di due dita, salate leggermente, portate a ebollizione, schiumate e fatele sobbollire ficnhè non saranno tenere.
Tritate grossolanamente le cipolle e mettetele a rosolare in abbondante olio d’oliva nella pentola in cui cuocerete la mejadarra. Sconsiglio una pentola col fondo di metallo, perchè le cipolle dovranno cuocere molto a lungo senza bruciare e quindi è essenziale che non si attacchino: io ho usato un tegame di terracotta, ma anche uno antiaderente può andare bene.
Fatele rosolare finchè non prendono colore, quindi abbassate la fiamma e fatele stufare, mescolando molto spesso, finchè il loro liquido non sarà completamente assorbito e non inizieranno a caramellare. Vi ci vorrà come minimo mezz’ora, dopodichè dovrete stare attentissime perchè basterà un solo attimo di disattenzione per rovinare tutto (Annia Ciezadlo scrive “se suona il telefono non rispondete! 😆 “). Continuate la cottura, girandole continuamente con un cucchiaio di legno, finchè non saranno scure: dovete fermare la cottura un attimo prima che inizino a bruciare, togliendole dal fuoco e buttandoci dentro una tazza d’acqua fredda. Mescolate bene, rimettete sul fuoco e buttateci dentro le lenticchie con la loro acqua di cottura, che avrete tenuto in caldo.
Mescolate, aggiungete le spezie, aggiustate di sale e fate cuocere dieci minuti. A questo punto aggiungete anche il bulghur e continuate la cottura finchè il bulghur è soffice, aggiungendo altra acqua se dovesse asciugare troppo rapidamente.
Quando è pronto chiudete ermeticamente la pentola e fate riposare il piatto almeno una mezz’ora prima di servirlo.

Per le non vegane, la morte sua è accompagnarlo con yogurt naturale, altrimenti sta bene con qualcos’altro di acido: ad esempio il fattoush, o dei sottaceti.
Io l’ho servito con uno stufato di verdure (melanzane, porri, patate e pomodori) e lo yogurt.

Fotine 🙂

In cottura

Mejadarra

Mejadarra

Pronta!

Mejadarra

Mejadarra

 

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  1. Caspita! Interessante!
    Ora guardo cosa mi manca e magari la faccio per cena : ))

  2. Da provare, grazie 😀

  3. Dimenticavo! In teoria la mejadarra andrebbe completata con altre cipolle: tagliate ad anelli, fritte in olio finchè non sono ben colorite, e versate sullo sbobbone subito prima di servirlo.
    Io ho evitato perchè temevo che in quel modo l’avremmo digerita dopo tre giorni, ma se voi avete uno stomaco d’amianto potete provare 😆

    Uh, ho anche letto un’altra cosa: a quanto pare, la mejadarra sarebbe stata il famoso “piatto di lenticchie” per cui Esaù vendette la primogenitura…

  4. grazie! sembra molto interessante e poi……. dovrò cominciare a mangiare e cucinare indiano no? così mi alleno 😉

  5. Io sto’ mangiando tantissimo vegano, le pupille me lo tirano dietro, ma il madamamarito devo dire che partecipa con entusiasmo sempre maggiore.
    Son convinta che con le spezie giuste questo riesco a propinarlo anche alle madamine che mangiano le lenticchie molto volentieri.

  6. carina questa ricettina!

  7. Mi ispira tantissimo… :love
    oggi vado a comprare lenticchie spezie,poi provo.

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