subscribe: Posts | Comments

Pardulas salate

0 comments
Pardulas salate

Pardulas salate. È arrivata l’estate e con il caldo anche la voglia di mare, sole e posti belli.

Tutti questi pensieri mi hanno riportato con la mente alle mie vacanze in Sardegna, una regione che non solo è un vero e proprio paradiso in terra, ma ha anche una tradizione gastronomica e culinaria tra le più ricche, interessanti e originali d’Italia.

È qui che ho scoperto le pardulas, dei golosi dolcetti tipici dell’isola, conosciuti con questo nome (pàrdulas, con l’accento sulla prima a) soprattutto nelle località in provincia Oristano e di Cagliari; mentre vengono chiamate casadinas nella parte centro settentrionale della regione.

Comunque le si chiami queste deliziose formaggelle sono delle piccole tortine a base di un ripieno di ricotta, racchiuso in una fragrante sfoglia di pasta a forma di stella o di piccoli soli.

In Sardegna si preparano molto spesso nel periodo Pasquale, da qui il caratteristico colore giallo acceso, che gli viene dato dall’aggiunta di zafferano.

La ricetta non è troppo complessa, e io ho deciso di provarla nella versione salata, che unisce alla morbidezza della ricotta il sapore deciso del pecorino sardo.

Dopotutto, questa “moda” di trasformare i dolcetti in succulente versioni salate ormai spopola così tanto da aver dato sfogo a una vera e proprio branca della gastronomia, la pasticceria salata. L’esempio più famoso è forse quello dei muffin, la cui versione salata è ormai famosa almeno quanto l’originale dolce!

 

Pardulas salate

 

Ingredienti

(per circa 20-25 pardulas)

 

Per la pasta:

  • 150 gr semola rimacinata di grano duro
  • 65 ml di acqua
  • 20 gr di strutto
  • 1 pizzico di sale

 

Per la farcitura:

  • 250 gr di ricotta fresca di pecora
  • 50 gr di pecorino sardo
  • 50 gr di farina bianca di tipo 00
  • un uovo
  • una bustina di polvere di zafferano
  • 15 gr di olio extravergine di oliva
  • sale q.b.

 

Preparazione delle Pardulas salate

Per prima cosa, mettere a sgocciolare la ricotta, in modo che perda il siero in eccesso e non rilasci troppa acqua in cottura: sarà sufficiente lasciarla per qualche ora in uno scolapasta.

Per cucinare le pardulas salate, iniziare dalla preparazione della pasta: mescolare in una ciotola la farina di grano duro, un pizzico di sale, lo strutto e l’acqua, amalgamando insieme gli ingredienti e continuando ad impastare finché non si sarà ottenuta una pasta morbida e liscia. Avvolgerla in un foglio di pellicola e lasciarla riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

Nel frattempo, procedere con la preparazione del ripieno.
Lavorare la ricotta in una ciotola insieme al pecorino sardo grattugiato, salare a piacere (si consiglia di aggiungere solo un pizzico di sale, perché il pecorino è già molto sapido) e aggiungere lo zafferano sciolto in mezzo bicchiere d’acqua.

Sbattere l’uovo e aggiungerlo all’impasto di formaggi, poi versare anche l’olio extravergine di oliva. Mescolare con cura e infine aggiungere anche la farina, facendo attenzione a sciogliere eventuali grumi.

Quando tutti gli ingredienti saranno amalgamati tra loro, riprendere la pasta dal frigorifero e stenderla con il matterello su una spianatoia leggermente infarinata.

Cercare di ottenere una sfoglia sottile, alta giusto un paio di millimetri. Utilizzare un coppapasta o uno stampino rotondo per ritagliare dei cerchi nella pasta (di solito si utilizzano cerchi di circa 8-10 cm di diametro) e adagiare al centro un cucchiaio di impasto alla ricotta.

A questo punto, alzare i bordi del cerchio di pasta per realizzare la tortina, pizzicando i lembi di pasta 8 volte su punti equidistanti: così facendo si otterranno delle piccole torte a forma di sole.

Disporle su una teglia rivestita di carta forno e cuocerle in forno preriscaldato a 170°C in modalità statica per 25-30 minuti. A fine cottura le pardulas dovranno essere ben dorate nella sfoglia e di un colore giallo acceso in superficie.

Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e poi servire su un piatto da portata.

Pardulas salate

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiungi una immagine

Vai alla barra degli strumenti