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perché nessuno invita i cuochi a cena

12 comments

Ciao, mi siete mancate!

Davvero la gente comune pensa che i cuochi mangino tutto quello che creano per ogni santo giorno di servizio? O che i pasticceri divorino pastine su pastine e dolcetti e torte senza requie come se abitassero nella casetta di pan di zucchero di Hansel e Gretel? Quanti anni credete che possa campare una persona che ogni giorno si nutre di queste delizie? che sicuramente hanno qualche caloria in più rispetto alle pietanze controllate cucinate a casa.
Voglio che sappiate una cosa: i cuochi in cucina non mangiano quasi niente. Spesso né prima, né dopo il servizio. Se lavori pranzo e cena ti tocca di arrivare la mattina verso le 9. Ti fai un caffè perché magari la sera prima hai staccato alle 2 di notte, orario in cui al massimo ti va una birretta (il pane liquido), poi inizi a mettere su le basi tipo, il brodo, il sugo di pomodoro, lavi le verdure, assaggi il brodo, assaggi il pomodoro, prepari i dolci che vanno abbattuti prima e assaggi i dolci, poi ripassi al sugo, poi magari fai un antipasto con una salsina al formaggio e assaggi pure quello ma nel mentre stai finendo una catalana e che fai? l’assaggi… dopo un’ oretta così l’unica cosa che vorresti fare è andare al cesso a vomitare. Arrivi al servizio del pranzo che al massimo hai bevuto un caffè e due campari, solo per reggerti in piedi. Poi parte il pranzo e ti fai se va bene una cinquantina di persone (perché il tuo locale contiene 50 persone). I vapori e gli odori di tutto quello che cucini per un buon 60% li tira su la cappa, il restante 30% li tira su il tuo naso, il 10% la tua giacca. E mentre fai il servizio spesso i camerieri o i baristi ti chiedono un piatto di qualcosa che ti avanza di buono e tu glielo dai. Loro sì che mangiano bene, non invitateli a cena. Finito il servizio che saranno le 15, devi sgomberare e pulire la cucina, ma prima ordini una birretta, giusto per sciacquarti. Ti guardi attorno e vedi cibo dappertutto, dal Manzanarre al Reno, e ti giuro che ti passa la voglia. Finito di pulire vai a collassare ovunque tu possa sdraiarti, pur di dormire, riposare. Detto questo, e potrei continuare… volevo cogliere l’occasione per ringraziare la mia amica Silvia C. e suo marito Michele C., perché ieri mi hanno invitato a cena a casa loro, sfidando le dicerie degli altri amici i quali non osano chiamarmi al loro desco per paura del giudizio. La Silvia ha quattro figli, quattro anime meravigliose, e un marito molto paziente, quando ti avvicini a lui senti aria di santità. Veniamo accolti dalle urla di gioia ancor prima di parcheggiare la macchina. Arriviamo dentro casa e l’odore di vera cucina casalinga ci da un cazzotto in faccia proprio come si deve. Ascolto l’odore e mi dico, pomodori gratin! Ah… iniziamo bene. Un contorno leggero e dal sapore tosto, con gli zuccheri del pomodoro che caramellano in forno e la croccantezza del pane che fa scudo agli olezzi dell’ultima estate, insomma… Suor Germana ne sorriderebbe. Sbircio in cucina, una bella cucina di casa con la cappa laminata in foglie d’argento. Sbircio e vedo pirofile di ceramica in serie lungo la grande tavolata adibita esclusivamente all’appoggio, poiché si mangerà nella sala da pranzo ben arredata anche quella. Mi metto a curiosare mentre nessuno mi vede e alzo le sottane dall’allumino per vedere cosa si nasconde nelle pirofile… ah, dimenticavo… sui fuochi sobollendo andava un sugo rosso fuoco alla amatriciana, lavica presenza che mi vulcanizzava le papille sciogliendole in acqualina certo poco dignitosa. Ma torniamo alle pirofile… una grande conteneva azz! pollo al curry. Che accortezza, pensai… deve averlo cucinato molto prima… e deve pure aver arieggiato la casa, poiché non un filo di profumo esotico impregnava la cucina, tutto l’ambiente era domato dal sacro sapore dell’amatriciana e della pasta grossa in cottura. Grano e pomodoro. In una pirofila più piccola c’erano melanzane croccanti, quasi disidratate, cucina molecolare, pop corn di melanzane. In un’altra ancora altre melanzane al cumino. Evviva la vita. Inviti un cuoco siciliano e gli dai le melanzane. Gesto di puro affetto. Mi fermo qui. Ho già detto tutto, la compagnia è stata gradevolissima, i discorsi profondamente laici, e il coraggio nell’aver sfatato un pregiudizio non ha prezzo e non ha voto.
INVITATE I CUOCHI A CENA!

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  1. hai ragione… scusa cara

  2. @Billaud wrote:

    questa mi sembra un’ottima strategia… ma continuo a consigliare i propri cavalli di battaglia

    Cosa ti fa pensare che il dahi macchi e l’imam bayildi NON siano miei cavalli di battaglia? :mrgreen:

  3. questa mi sembra un’ottima strategia… ma continuo a consigliare o i propri cavalli di battaglia o una bella pizza da asporto…

  4. Comunque, se mai dovessi invitare un cuoco professionista a cena credo che mi rifugerei in qualcosa di esotico e assurdo: lo chawan-mushi, il dahi macchi, l’imam bayildi…se non ho la sfiga di incocciare in un cuoco eclettico gli mancheranno i termini di paragone, e se mi viene una schifezza potrò sempre cavarmela dicendo che agli abitanti del luogo piace così :mrgreen:

  5. A Lucca sarai il benvenuto, cucineremo in due per te.

    (c’ho già l’ansia da prestazione :paura: )

  6. abbiamo la scusa per venirti a trovare, povero sperduto solingo in quel di pesaro…
    Come vedi…ogni scusa è buona per una bella mangiata in compagnia, in questo forum!

  7. scrivo solo recensioni positive… vi ringrazio per gli inviti svariati e lontani… accetto col pensiero… tra un mese mi trasferirò sulle colline di pesaro per avviare un nuovo ristorante, e così altri mesi lontano dalla mia famiglia…

  8. il peggio è che poi scrive una rece sul suo blog…ah ah ah

  9. @Billaud wrote:

    Un contorno leggero e dal sapore tosto, con gli zuccheri del pomodoro che caramellano in forno e la croccantezza del pane che fa scudo agli olezzi dell’ultima estate

    Ecco, vedi, è questo il problema…se sai che l’invitato commenterà quello che gli metti in tavola con frasi di questo tipo ti viene l’ansia da prestazione :mrgreen:

    Bentornato, comunque 😀

  10. ci sei mancato 😀
    è vero, il timore del giudizio pesa … però io ti inviterei. A me piace cucinare, è una delle gioie della vita (come mangiare).
    E sono siciliana anche io.

  11. Se mai passassi da Chieti fammelo sapere, sarei lieta di averti mio ospite!!!!

  12. fortissimo! Dai, ti invito io, quando vieni a Roma…
    Avrai anche l’ebrezza di affettare un prosciutto o un lonzino con una vera berkel del 1940…
    Così, se va male ci facciamo focaccia e salumi!

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